(+39) 055-489597 oppure (+39) 055-4620117 cedit@cedit.org

Quali sono i passi falsi da non compiere quando si avvia la produzione di un oggetto o l’avvio di un servizio? Durante il ciclo di incontri del progetto “Startupper 4.0”, promosso dall’agenzia formativa Cedit, il business designer Mauro Fontanari ha tenuto un’interessante lezione a riguardo evidenziando come il continuo confronto con il target di riferimento sia essenziale per la buona riuscita dell’operazione.

«Per progettare un business bisogna seguire degli step che non sono sempre sequenziali e ripetitivi – ha spiegato durante uno dei workshop finanziati dalla Regione Toscana – ma che partono con l’empatizzazione. L’importante è che noi capiamo i nostri utenti, per poi andare a definire la sfida da affrontare e creare delle soluzioni: questa è sicuramente la fase più divertente. Abbiamo poi la necessità di “verificare”, vale a dire creare un prototipo, anche semplice, persino con scotch e pennarelli, e da lì testare, andare incontro alle esigenze del nostro segmenti di clientela per verificare cosa loro pensino di quanto abbiamo realizzato. Possiamo quindi migliorare, implementare, capire e interpretare i feedback e le informazioni, persino le cose non dette che gli utenti hanno provato a farci comprendere, in modo tale da andare a chiudere il cerchio, ricominciando a definire la nuova soluzione, perfezionarla, testandola di nuovo».

Dunque, il consiglio è lavorare seguendo un processo la cui reiterazione ne determina anche l’efficacia. «Il contrario – conclude Fontanari nel suo ragionamento – è quello che si è sempre fatto fino a dieci anni fa: ho l’idea di realizzare un prodotto, lo progetto, lo concretizzo mettendolo in produzione e sul mercato, poi mi rendo conto che nessuno me lo compra. Così si sono spesi soldi, magari due anni di tempo di sviluppo e produzione, per qualcosa a cui non c’era interesse. Ecco perché oggi serve un approccio più efficiente, in cui in breve tempo si va a creare e definire, sviluppare, prototipare e testare quelle che sono le soluzioni. Quindi ogni tre settimane abbiamo un contatto con i nostri utenti e possiamo andare a verificare con loro se quanto pensato nei 15 giorni precedenti abbia senso o meno».